![]() ![]() |
|||
|
20 settembre 2007
|
|||
|
|
|||
|
UE
esprime preoccupazioni su prigionieri politici Eritrea Il 18 settembre la presidenza UE ha espresso profonda preoccupazione sulla situazione dei prigionieri politici in Eritrea ed ha reiterato le linee principali della dichiarazione fatta il 18 settembre 2006, dal momento che la situazione "non ha visto alcun positivo sviluppo". Il 18 settembre 2001 un gruppo di 11 di importanti membri del parlamento e del Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia - il solo partito politico in Eritrea - furono arrestati e dieci giorni dopo anche 10 giornalisti indipendenti furono incarcerati. Da allora - sottolinea la presidenza portoghese dell'UE, altre persone sono state arrestate e sono detenute senza poter comunicare, senza accuse e senza soddisfazione del loro diritto ad un processo. Nonostante i ripetuti appelli della Comunita' internazionale, inclusa la UE, e di alcuni corpi per i diritti umani governativi e non, tali prigionieri rimangono in detenzione, senza essere stati accusati di alcun reato e senza processo giusto, al contrario di quanto previsto dalle leggi eritree, che dispongono l'incontro con un magistrato entro le 48 ore. L'Unione Europea parla di "gravi violazioni dei diritti umani fondamentali" e chiede al governo dell'Eritrea di fornire informazioni sul luogo della detenzione, sulle condizioni di carcerazione e sullo stato di salute dei detenuti e di consentire alle famiglie, ai medici ed agli avvocati di incontrarli. Chiede inoltre di rendere note le accuse agli internati e di disporre per loro processi equi con adeguate rappresentanze legali, o in alternativa di liberarli senza condizioni. L'UE - che ha chiesto alla sua missione di Asmara di far presente la sua preoccupazione al governo eritreo - ricorda che il trattamento dei prigionieri e' regolato dalla risoluzione dell'ONU del 14 dicembre 1990. ___________ NB:
I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE
E LINKANDO
|
|
||