19 settembre 2007

 
     

Repubblica centrafricana : soldati autori di uccisioni e violenze
di Gabriella Mira Marq*

Le truppe governative della Repubblica centroafricana hanno ucciso centinaia di civili innocenti, hanno bruciato migliaia di abitazioni civili ed hanno costretto una marea umana a lasciare i propri villaggi dalla meta' del 2005 ad oggi nella campagna contro gli insorti al confine con il Darfur. Lo denuncia un nuovo rapporto di Human Rights Watch che e' basato su tre settimane di indagini sul campo e che chiama in causa in particolare la guardia di sicurezza presidenziale.

Il rapporto evidenzia anche le violenze commesse dai ribelli e dai banditi zaraguinas, che spesso rapiscono bambini per ottenere un riscatto, ma le forze di sicurezza di Stato sono state responsabili delle violazioni piu' gravi e su piu' vasta scala nel corso del conflitto, comprese esecuzioni sommarie multiple ed uccisioni illegali, incendi diffusi nei villaggi (serebbero state distrutte 10.000 abitazioni) e lo spostamento forzato di decine di migliaia di civili (oltre 100.000 secondo l'ONU).

Alcuni civili innocenti sono stati vittime di brutalita' indicibili da parte dei soldati. L'11 febbraio 2006, ad esempio, una unita' della guardia presidenziale ha ucciso almeno 30 civili e pochi giorni dopo ha decapitato un insegnante a Bémal.

HRW ha parlato di 'crimini di guerra', ha detto che non un singolo soldato o ufficiale e' stato giudicato responsabile per le atrocita' commesse ed ha invitato le autorita' della Repubblica centrafricana a prendere misure immediate per la cessazione dell'impunita' e per stabilire meccanismi civili efficaci nel nord del Paese afflitto da questi soprusi.

La ONG ha invitato anche le Nazioni Unite e l'Unione Europea - che attualmente stanno studiando la possibilitŕ di schierare una forza civile di protezione nella Rep. Centrafricana e in Ciad - ad accertarsi che la forza abbia il mandato e la capacita' di assicurare la protezione efficace dei civili nel Paese. Ha inoltre invitato la Francia - di cui il Paese era in precedenza colonia e che continua a fornirgli assistenza militare aiutando l'esercito - ad agire sulla questione degli abusi e chiedere la punizione di questi crimini.

* si ringrazia Claudio Giusti

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