6 aprile 2007

 
     

Giustizia : ddl Mastella sul processo penale , i primi commenti
di Mauro W. Giannini

"Un altro passo in avanti verso l'ingiusto processo". È lapidario il commento del Presidente dell'Aiga Valter Militi sul Ddl approvato ieri mattina dal Consiglio dei ministri. Secondo i Giovani Avvocati "lo schema del disegno di legge costituisce l'ennesimo, censurabile, intervento settoriale ed è inidoneo a garantire una ragionevole durata del processo. Le modifiche operate rispetto al testo originario scongiurano un rischio peggiore, ma le garanzie dell'imputato risultano indebolite e le funzioni difensive svilite: il sapore amaro di un ritorno al passato".

"È arduo pensare di poter giungere ad una effettiva accelerazione dei giudizi quando si torna a dilatare la durata della prescrizione immaginando, al contempo, la sterilizzazione dei tempi processuali attraverso il ricorso ad ipotesi di interruzione e sospensione 'sine die'". "Difficile – aggiunge Giuseppe Pesce, della Giunta Aiga - è anche pensare ad una salvaguardia del diritto costituzionale di difesa ove si preveda, esemplificativamente, l'obbligo di rinunciare alla difesa in caso di rifiuto di ricezione delle notifiche per conto dell'assistito".

Sono soddisfatti invece i penalisti, i quali gia' prima della discussione in Consigio dei ministri sottolineavano le modifiche apportate al ddl dopo la mobilitazione indetta dall'UCPI e parlavano di restromarcia del governo e vittoria delle Camere Penali. Infatti il governo ha eliminato ogni intervento sull'impianto accusatorio del codice con l'incidente probatorio reso "fisiologico", non ha ridimensionato le nullita', non e' intervenuto sull'impedimento del difensore e sull'appello sulla libertà personale e le misure cautelari reali.

I penalisti hanno preso atto che il testo portato in Consiglio dei Ministri e' completamente modificato e ridimensionato rispetto a quello che era stato predisposto "e che rappresentava un gravissimo attentato all'impianto del processo accusatorio e ad alcune garanzie fondamentali della difesa". I penalisti sottolineano anche che ancora vi sono "pecche" nel nuovo testo (ad esempio sul principio della immutabilità del giudice), ma evidenziano che il ddl deve ora passare al vaglio del parlamento e l'UCPI effettuera' ancora un pressing sui politici.

Il Consiglio dei ministri presenta invece il ddl approvato come "un disegno di legge per l’accelerazione e la razionalizzazione del processo penale nonché per una più incisiva tutela dei diritti sostanziali in un contesto che coniuga coerentemente il principio costituzionale del giusto processo e quello della ragionevole durata, con un intervento di sistema che incide sull’organizzazione e sulle prassi per far emergere le realtà malfunzonanti e inefficienti".

Ancora si sottolinea "il rispetto dei principi del contraddittorio, del diritto di accusa e di difesa, della parità delle parti e della terzietà del giudice, l’obiettivo della razionalizzazione non si limita a tagliare i tempi ma persegue quello superiore di un processo realmente equo da svolgere in maniera trasparente, comprensibile per le parti, efficiente e nel rispetto di presupposti di solidarietà. Il criterio che informa l’intero provvedimento, pertanto, è il tentativo costante di coniugare efficienza del processo e garanzie dell’imputato, operando sui vari istituti processuali in modo da distribuire il costo del recupero della celerità sui vari attori: polizia giudiziaria, pubblico ministero, difensore e imputato".

Tra le modifiche introdotte vi è la "nuova fisionomia" del regime delle eccezioni di incompetenza, la completa rivisitazione dei tempi di prescrizione del reato e degli istituti della recidiva e del calcolo delle circostanze (il sistema della legge cosiddetta 'ex Cirielli' che anche i penalisti avevano in passato criticato), l’eliminazione del processo in contumacia; del tutto nuovo è l’istituto della messa in prova dell’imputato con sospensione del processo, un istituto di tradizione anglosassone finalizzato a sondare le possibilità di reinserimento sociale, che viene previsto per i reati medio-piccoli e che ha dato notevoli risultati nel processo minorile.

"Sebbene il disegno di legge proponga interventi dettati dall’urgenza di contrastare l’eccessiva lunghezza dei processi - sottolinea Palazzo Chigi - l’alto indice di prescrizione dei reati, il rispetto di garanzie spesso solo formali e l’ineffettività della pena, la sua redazione si è sviluppata in linea con quella dell’intervento di riforma dei codici penale e di rito attualmente allo studio delle due Commissioni istituite presso il Ministero nel 2006".

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