3 novembre 2007

 
     

Uganda : spiraglio verso accordo , ma resta il fattore diritti umani
di Carla Amato

Vi sono forse prospettive di sviluppo positivo per la conclusione del conflitto ugandese, anche se i bambini soldato coinvoltivi dovranno affrontare ancora un lungo cammino per la riabilitazione psicologica e sociale una volta tornati a casa.

La recente visita ufficiale di una delegazione dell'Armata di resistenza del signore (LRA) nella capitale ugandese potrebbe infatti contribuire ad indurre il gruppo di ribelli guidato da Joseph Kony a porre fine al lungo conflitto con le forze di governo nel nord del paese africano, secondo il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon. In una dichiarazione rilasciata ieri dal suo portavoce, Ban ha detto di sperare che la visita a Kampala, che ha portato alle consultazioni tra l'LRA e il governo "crei slancio verso una soluzione a questo conflitto, che ha portato grande sofferenza al popolo del nord Uganda."

Egli ha invitato attori internazionali e regionali che sono stati assistere il processo di pace a continuare a fornire il loro sostegno finche' sara' trovata una soluzione accettabile. L'inviato speciale sulla questione, l'ex presidente mozambicano Joaquim Chissano, continuera' a cooperare con il processo di mediazione portato avanti dal governo del Sudan meridionale, che sta cercando di facilitare le discussioni tra tutte le parti.

L'LRA ha firmato un cessate il fuoco con il governo l'anno scorso, ma il ministro degli esteri ugandese Sam Kutesa ha detto all'Assemblea generale annuale che il mese scorso i ribelli non sono riusciti a mettere in atto nessuno dei loro impegni ai sensi dell'accordo. Dall'inizio della guerra civile, a meta' degli anni '80, l'LRA e' diventata famosa per i rapimenti di forse 25.000 bambini e bambine, servendosi di essi come combattenti e servitori. I bambini sono stati spesso oggetto di estrema violenza, poco dopo il rapimento, con i maschietti costretti a ferire o uccidere i familiari e le ragazze assegnate ai miliziani in una forma istituzionale di stupro.

Proprio per attirare l'attenzione sulla difficile situazione dei circa 250.000 ragazzi e ragazze attualmente utilizzati come bambini soldato in Ugand e nel resto del mondo, cinque ex bambine soldato dell'Uganda sono state ricevute ieri alle Nazioni Unite. Jennifer Achora, 22, Milly Auma, 29, Nighty Acheng, 28, Sarah Ayero, 28, e Maurine Akello, che oggi hanno rispettivamente 22, 29, 28, 28 e 18 anni, sono state rapite anni fa in Uganda dall'Esercito di resistenza del Signore (LRA) ed oggi portano avanti "Empowering Hands", una organizzazione non governativa con sede a Gulu, in Uganda, lavorando per reintegrare nelle loro comunita' i ragazzini rapiti sfuggiti ai soldati o liberati, ed hanno contribuito al reinserimento di almeno 1.000 ex bambini soldato.

Le cinque ragazze hanno incontrato il consigliere speciale per le questioni di genere e la promozione della donna del segretario generale ONU Ban Ki-moon. A Rachel Mayanja le giovani donne hanno illustrato la loro sofferenza sotto la violenza della LRA ed hanno spiegato che le ragazze dell'associazione sono molto giovani, ma stanno facendo un lavoro considerevole laddove non erano riuscite altre organizzazioni. Questo accade perche' le ragazze sfuggite ai miliziani hanno il coraggio di parlare delle loro esperienze colo a chi come loro le ha gia' vissute. Infatti, quando tornano a casa le donne si trovano ad affrontare lo stigma e il rifiuto proprio a causa di cio' che hanno subito (violenze e stupri che spesso generano gravidanze).

Mayanja ha detto che le giovani che stanno svolgendo questa importante opera sono un modello per le altre ragazze in Uganda e per le ragazze di tutto il mondo. "Cio' che e' avvenuto vi influenzera' per il resto della vostra vita. Ma siete riuscite a trasformare le vostre esperienze in una cosa positiva per gli altri. Peraltro la violenza alle donne e' un problema in tutto il mondo - non solo in Uganda. E tutti noi dobbiamo unire le forze per combattere questo flagello. Dobbiamo ascoltare le ragazze. Non dobbiamo imporci loro" ha aggiunto "Dobbiamo ascoltare che cosa fare per la violenza di modo che possiamo avere la pace."

Quasi un terzo dei bambini soldato nell'Uganda settentrionale sono di sesso femminile e le donne in zone di conflitto devono affrontare specifiche questioni di genere, come lo stupro e la tortura. Empowering Hands aiuta donne che, in media, sono di eta' compresa tra i 20 e 25 anni e sono state nella foresta per un periodo in media di sei anni. Molte sono state rapite quando erano ancora a scuola. L'8 novembre, le cinque incontreranno Radhika Coomaraswamy, il Rappresentante speciale ONU per i bambini nei conflitti armati.

Non e' invece certo che i responsabili delle violenze paghino. Nel mese di ottobre 2005, la Corte Criminale Internazionale ha emesso infatti il primo mandato d'arresto nei confronti di cinque alti membri del LRA con accuse comprendenti il rapimento e le violenze sui bambini ed altri crimini di guerra. Si trattava del leader Joseph Kony, del vice, Vincent Otti e dei comandanti, Okot Odhiambo, Dominic Ongwen e Raska Lukwiya. Uno di questi e' stato poi ucciso in una scaramuccia, ma il mandato resta sospeso sugli altri quattro, e costituisce uno dei principali ostacoli all'accordo definitivo, in quanto il procuratore el tribunale non vuole ritirarli, condizione invece posta dai capi dei ribelli.

Speciale diritti

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