13 giugno 2007

 
     

Affido condiviso : senato , interrogazione su reale applicazione
di Mauro W. Giannini

La legge sull'affido condiviso di fatto non viene adeguatamente applicata. E' in sostanza l'oggetto di un'interrogazione del sen. Massimo Polledri, LN, presentata ieri e rivolta al ministro della giustizia.

Si ricorda che "a seguito dell'approvazione della legge 54/2006 è stato introdotto l'istituto dell'affidamento condiviso che, a differenza del precedente istituto di affidamento congiunto, rappresenta la regola legale preferenziale, da adottare ogni qualvolta sia possibile, nell'ottica della compartecipazione dei genitori nei compiti di cura e crescita del figlio".

La nuova formulazione dell'articolo 155 del codice civile, che dispone al primo capoverso che: 'Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi', realizza, secondo l'interrogante, "un chiaro riconoscimento in favore del minore di un vero e proprio diritto alla bigenitorialità, speculare al diritto/dovere di entrambi i genitori di crescere, educare e mantenere la prole".

Secondo Polledri, "l'intervento del legislatore si giustifica con l'esigenza di eliminare le forzature di un affidamento congiunto, frutto della riforma del 1975, che in assenza di un accordo spontaneo rischiava troppo spesso di creare problemi alla gestione del rapporto genitoriale; diversamente, l'affidamento condiviso vuole attribuire a ciascun genitore il diritto/dovere di crescere, educare e mantenere la prole, senza subire interferenze e condizionamenti dovuti alla conflittualità del rapporto coniugale".

Ma, obietta l'interrogante, "ad oltre un anno dalla sua promulgazione, la legge sembra incontrare sensibili ostacoli nella sua concreta applicazione, non tanto a causa di una cattiva risposta dell'utenza, bensì a causa di resistenze culturali degli 'operatori' a cogliere nell'affidamento condiviso il regime ordinario dei figli delle coppie separate e distaccarsi da quelle prassi consolidate che la nuova legge intende correggere".

L'interrogazione chiede percio' quali iniziative il grdasigilli intenda assumere "per monitorare l'applicazione della legge 54/2006, quale presupposto essenziale per la tutela del diritto alla bigenitorialità e la tutela alla salute psicologica del minore, in armonia con quanto avviene negli altri Paesi del mondo occidentale, dove i principi della bigenitorialità vengono affermati e applicati con sempre maggior vigore e incisività; quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di garantire la piena osservanza della legge 54/2006 da parte di tutti i Tribunali italiani in modo tale da garantire i diritti dei genitori separati e dei loro figli".

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