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28 maggio 2007
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Droga
a scuola : si' alla proposta Turco Dopo la proposta del ministro della salute Livia Turco di inviare i NAS nelle scuole mi pare doverosa una riflessione, precisando che la mia posizione non e' di destra ne' di sinistra (come si vedra'), ma da un lato di una persona abituata a difendere le liberta' e i diritti fondamentali, dall'altro di una educatrice e di chi per la sua attivita' associativa si trova spesso ad essere collettore delle preoccupazioni delle famiglie riguardo a quanto accade oggi in strada ed a scuola, ma anche testimone del traguardo finale negativo di chi ha intrapreso certe strade. Personalmente, quindi, sono per la depenalizzazione del consumo e per la dura repressione della distribuzione, soprattutto a chi vende ai minori. Inoltre sono favorevole alla proibizione dell'uso di stupefacenti di qualunque tipo a scuola (adulti o ragazzi, non fa differenza). Una proibizione che non confligge con le liberta' fondamentali dell'individuo, perche' uno e' poi libero di fare le sue scelte da un'altra parte. Infatti fra depenalizzazione e permissivismo c'e' il mare magnum della infinita gamma di droghe con effetti piu' o meno gravi su cui spesso i ragazzi non fanno alcun distinguo. Inoltre va considerato che i minori, oltre ad essere soggetti piu' a rischio per la loro eta', non rispondono personalmente di quanto fanno, ma ne rispondono i loro genitori o chi ne abbia la tutela, che quindi ha diritto ad essere informato dei comportamenti a rischio del figlio. Un minore non ha la facolta' di votare, di guidare e di firmare un contratto e anche per la giustifica delle assenze a scuola necessita della firma di un genitore: ci si chiede perche' per stordirsi o sbronzarsi dovrebbe scegliere da solo. Si parla peraltro sempre di danno alla persona che assume droghe o alcool e non del danno a terzi, cioe' alle persone che venendo a contatto con questi ragazzi mezzi annebbiati potrebbero pagarne le conseguenze. Inoltre si finge di ignorare che a scuola non circolano solo spinelli, ma anche droghe come l'hascish e sostanze che danno dipendenza. Droghe che i ragazzi assumono come niente fosse o sull'onda del permissivismo imperante che fa loro ritenere di non avere a che fare con sostanze pericolose o per farsi grandi agli occhi dei compagni, proprio a dimostrazione di quanto siano invece infantili. La filosofia di vita che alcuni adulti sbandierano continuamente per giustificare l'uso di mariuana o altre droghe leggere non c'entra proprio nulla, quando si parla di ragazzi, perche' i ragazzi non vivono questo fatto come filosofia, ma per debolezza o frustrazione che li spinge a cercare di sembrare disinvolti o ad affogare in qualche sostanza la loro solitudine. Inoltre non ci sono solo quelli che avrebbero il presunto diritto di fare cio' che vogliono della loro vita, ma anche gli altri, che vanno scuola per imparare e per crescere, non per 'farsi'. E un freno alla disinvolura dei compagni nell'uso di certe sostanze non puo' ovviamente provenire dai docenti se l'uso e' (giustamente, a mio avviso) depenalizzato, ma potrebbe arrivare sotto forma di sanzioni varie (le stesse che il Consiglio di classe puo' adottare per altre scorrettezze) se ogni tipo di stupefacente fosse proibito in ambito scolastico (gite comprese). Percio' ritengo che mettere in carcere i ragazzi che consumano droghe sia inutile e diseducativo e che sia un marchio a vita. Ritengo invece che la delimitazione di zone franche dall'intontimento sia giusta e doverosa. Per rispetto verso le famiglie di tutti, verso chi non 'fuma' e non si 'fa', verso i docenti e l'ambiente scolastico, cui occorrerebbe dare nuova dignita' (sotto molteplici aspetti, non solo questo). Oggi invece la scuola e' vista da molti - a volte purtroppo dalle stesse famiglie - come parcheggio e come alternativa alla strada. Ma se vi avvengono le stesse cose che in strada, come stupri, aggressioni o fumatine di gruppo, allora non e' un'alternativa. Peraltro fino a 16 anni andare a scuola e' un obbligo, quindi se un certo numero di ragazzi 'a rischio' vengono sottratti alla strada (quella vera) lasciando che continuino con i comportamenti rischiosi, si impone di fatto ad un altro gruppo che solitamente si tiene lontano da certe brutture di conviverci, e il tutto in un'eta' delicata. Questa non e' liberta', almeno non quella di tutti. Dunque ben venga l'ispezione dei NAS nelle scuole, intanto per verificare che fra le sostanze che vi circolano non ve ne siano di illegali e poi per scoprire come queste ultime siano arrivate in mano a minori. Inoltre per rendere evidente che lo Stato non e' assente, perche' dove c'e' latitanza dello Stato nascono prevaricazioni ed omerta', e non si puo' pretendere di colpevolizzare l'intera comunita' degli studenti silenziosi nel caso del furtarello o delle botte al disabile o dello spaccio di droghe, quando si sa che di fronte ad una denuncia vi sarebbe di fatto l'impunita'. Sono sicura che i Carabinieri sapranno muoversi con discrezione, discernimento e con occhio 'paterno' (perche' si parla sempre della giustizia che 'fa la faccia feroce' e mai della giustizia che aiuta ad uscire dalle situazioni opprimenti e che rieduca senza mandare in carcere, che pure c'e'), ma dando all'interno e all'esterno il segnale che qualcuno sta vigilando. ___________ NB:
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