18 gennaio 2007

 
     

Baghdad-Kirkuk : minacce al Kurdistan all'ombra della crisi irachena
di Shorsh Surme*

Ormai i terroristi stanno facendo dell'Iraq una terra bruciata. Sono arrivati a 105 gli studenti massacrati martedi' con un auto bomba davanti dell'Università di Al Mustanseryah a Baghdad. Grazie ai paesi limitrofi come l'Iran, la Siria e la Turchia, sarà molto difficile che l'Iraq possa trovare la pace.

Nonostante i problemi interni, i paesi sopra citati continuano a finanziare ed appoggiare sia i terroristi locali che quelli provenienti dei paesi arabi. Infatti, più di duemila uomini, la maggior parte volontari stranieri che hanno portato a termine il 90 per cento degli oltre 500 attentati kamikaze che ha provocato centinaia di morti tra la popolazione civile, donne, bambini, operai, studenti e professionisti come medici e professori dell'Università.

Dal 2003 sono stati proprio gli stranieri, provenienti da Arabia saudita, Sudan, Yamen e Siria, a compiere gran parte degli attacchi suicidi. I paesi confinanti non hanno mai aiutato l'Iraq per poter normalizzare il paese, semmai hanno continuato a gettare la benzina sul fuoco subito dopo la caduta del regime di Saddam, perché non potranno mai accettare che l'Iraq diventi un paese democratico.

La Turchia, che vorrebbe diventare membro dell'Unione Europea, invece dopo l'esito negativo delle ultime trattative di negoziazione ha cominciato sul serio a minacciare la popolazione curda in Iraq. Proprio martedi' il primo ministro turco Erdogan ha dichiarato al giornale turco Hurriyet che prima o poi invierà le truppe nel Kurdistan dell'Iraq con la scusa di seguire i militanti del partito dei lavoratori curdi (PKK).

Ma la verità è che la Turchia, come stato militarista, non accetterà mai che i Curdi dell'Iraq possano avere un loro stato federale all'interno di un Iraq democratico e federale, ma sopratutto non riuscirà mai a digerire che la città di Kirkuk, famosa per i suoi giacimenti petroliferi, possa di nuovo far parte del territorio del Kurdistan dopo anni di occupazione e di arabizzazione da parte del regime di Saddam.

Purtroppo non ci sono solo i paesi limitrofi che ostacolano la normalizzazione dell'Iraq, ma anche la nuova strategia elaborata da Bush. In un'intervista con l'agenzia curda Peyamner il Dr. Mahmud Othman, membro dell'Alleanza Curda, ha detto: "gli Stati Uniti mirano a rafforzare il ruolo dei sunniti iracheni a discapito di tutte le altre componenti del paese".

Secondo Othman, la nuova strategia Usa "da' un ruolo maggiore ai Sunniti e quindi attribuisce un peso maggiore'' anche all'Arabia Saudita. L'esponente curdo ha sottolineato l'esistenza di un "sempre piu' forte asse turco-saudita". In particolare, ha concluso, la Turchia "sta incrementando i suoi attacchi mediatici nei confronti dei Curdi ed aumentando le pressioni sulla questione di Kirkuk".

* giornalista curdo-iracheno

Speciale pace e diritti

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