NEW del 02 settembre 2006

 
     

Immigrazione : guardiamo al passato e informiamoci meglio
di Rita Guma*

In attesa di una eventuale risposta del premier alla lettera di un lettore (non e' chiaro perche' i critici dell'immigrazione che scrivono alla nostra associazione non si firmino mai con nome e cognome) mi sembra corretto precisare alcune cose piuttosto importanti in merito a quanto detto nella lettera.

Per quanto riguarda l'Europa e la cittadinanza, si', il Parlamento Europeo ha adottato il 6 luglio 2006 due rapporti sull'asilo e sull'immigrazione, il secondo dei quali riguarda le strategie e i mezzi per l'integrazione degli immigrati nell'Unione Europea, compreso il diritto di voto per le elezioni locali. In esso il parlamento UE accetta la proposta della Commissione di stabilire un fondo monetario europeo per l'integrazione dei cittadini dei Paesi terzi e suggerisce misure supplementari per favorire l'integrazione di queste popolazioni nell'UE.

Il Parlamento invita anche gli Stati membri a stabilire procedure trasparenti, umanitarie e veloci per l'assegnazione della condizione di residente di lunga durata e la Commissione creera' un gruppo permanente per accertarsi che le istituzioni dell'UE effettuino una revisione legale delle disposizioni attuali concernente la cittadinanza UE nei vari Stati membri "per quanto riguarda il diritto degli immigrati residenti di lunga durata a votare nelle elezioni locali e comunali". Ma anche la Convenzione europea sulla cittadinanza sottoscritta dall'Italia a Strasburgo nel 1997 e in attesa di ratifica (quindi non ancora vincolante) invita gli Stati contraenti a facilitare l’acquisto della cittadinanza da parte degli stranieri in possesso di determinati requisiti e soggiornanti sul nostro territorio.

In tale ottica - ed in quella della direttiva europea istitutiva del "permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo", di recente il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge presentato dal Ministro dell'Interno Giuliano Amato, che dimezza i tempi per la concessione della cittadinanza agli stranieri legalmente residenti in Italia. I tempi passano da 10 a 5 anni. La cittadinanza, quindi, non e' concessa subito.

Invece il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 31 agosto 2006, ha deliberato, su proposta del Ministro dell'Interno, l'annullamento delle delibere adottate dai Comuni di Perugia, La Spezia e Cesena che concedevano l'elettorato attivo e passivo, nei consigli circoscrizionali e di quartiere, ai cittadini di nazionalita' extracomunitaria. Il Consiglio di Stato ha infatti evidenziato come l'articolo 117 della Costituzione riservi alla legislazione esclusiva dello Stato le materie della "condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione Europea", della "immigrazione" e della "legislazione elettorale" di Comuni, Province e Città metropolitane.

Quindi per ora nessuna concessione della cittadinanza e nessuna cessione ad altri del potere nel nostro Paese. E nessuno 'sconto' agli extracomunitari in materia di controlli: al contrario di quanto affermato da lei, molti cittadini italiani dicono di notare che i maggiori controlli delle forze dell'ordine riguardano gli extracomunitari.

Peraltro occorrerebbe informarsi meglio su tanti aspetti legali e culturali relativi ad altri popoli i cui migranti raggiungono i nostri lidi. Non si tratta di buonismo, ma di non farsi usare da chi ha interesse - per scopi elettorali o per suoi fanatismi personali o di parte - a diffondere il panico fra i cittadini distorcendo dati e amplificando le notizie negative a scapito di quelle positive.

Fra i dati interessanti, ad esempio, vi sono quelli del ministero della pubblica istruzione, secondo cui sono solo 500.000 gli alunni con cittadinanza non italiana che nei prossimi giorni siederanno tra i nostri banchi scolastici e meno di un terzo fra essi e' costituito da Arabi, peraltro non sempre islamici. Le nazionalità rappresentate sono 191, con un aumento significativo dell’incidenza delle cittadinanze dei paesi dell'Est europeo, Romania soprattutto, che passa, in due anni, dal 9,7% al 12,4%. Un dato che contraddice gli slogan diffusi a sostegno di alcune paure espresse anche nella lettera.

Peraltro la continua sottolineatura del terrorismo o dei crimini commessi da extracomunitari (spesso slavi, quindi non islamici) fa strumentalmente apparire come pericoloso tutto il mondo musulmano, composto invece da popoli molto diversi fra loro per cultura. Oltre un miliardo di persone sparse per tutto il globo, mentre i terroristi sono solo poche decine di migliaia, concentrati prevalentemente in alcune aree di conflitto. E non tutti i terroristi sono islamici, come i cattolici dell'IRA in Irlanda, i cristiani membri dell'Armata del Signore in Uganda o i gruppi armati di destra e sinistra che hanno imperversato nel nostro Paese in alcuni momenti della storia anche recente.

Sotto il profilo del contributo sociale gli immigrati, come sottolineato da diversi economisti, essendo nella quasi totalita' giovani, contribuiscono a coprire le spese Inps di nostri attuali cittadini, dato che una politica dissennata durata decenni ha comportato uno sbilanciamento dei conti per cui le attuali pensioni non sono pagate realmente con i contributi pregressi di chi e' in pensione ma con i versamenti di chi oggi lavora, e la percentuale di anziani nella nostra popolazione e' in continua crescita sul totale.

Anche molti esperti europei sottolineano l'importanza per le nostre economie dell'immigrazione. E coloro che vedono minacciato il posto di lavoro dai nuovi arrivati non dimentichino anche che - oltre a contribuire fiscalmente all'erario, molti dei lavori accettati da queste persone - spesso in possesso di un titolo superiore o una laurea, anche se non equiparata - sono cosi' modesti o onerosi che i nostri giovani non vogliono accettarli.

La lettera parla poi di lingua diversa e diversa cultura e di Italiani che sono morti per costruire l'Italia. Guardando al passato dovremmo allora ricordare che oltre ai nostri connazionali morti per la patria ce ne sono stati tanti altri partiti alla volta di Paesi - europei, sudamericani e nordamericani, come Svizzera, Brasile, Argentina, USA e Canada - di cui non conoscevano ovviamente la lingua e di cui non condividevano per lo piu' i costumi e spesso nemmeno la religione (erano in genere cattolici, mentre in USA, ad es. la religione piu' diffusa era ed e' quella protestante). Il loro scopo era trovare lavoro nei vari momenti in cui l'economia italiana non era in buone acque. Una questione di sopravvivenza.

I nostri emigranti non sono stati sempre ben accolti. Come ben sappiamo solo pochi fra essi erano 'portatori di mafia', ma la generalizzazione ed il pregiudizio accompagnarono per decenni anche coloro che non avevano mai avuto niente a che fare con la mafia, un po' come oggi gli Islamici o gli Arabi con il terrorismo. Dal nostro punto di vista di allora era giusto venisse data ai nostri emigranti la possibilita' di sopravvivere e dimostrare quanto valessero, senza pregiudizi, ed oggi tutti, in Italia e nei Paesi ospitanti, sono consapevoli di quale contributo tanti di essi abbiano apportato a quelle civilita'. E' guardando fra l'altro a quell'esperienza che dovremmo leggere i fatti odierni, anche se ora siamo dall'altra parte.

O potremmo anche guardare ai casi di quegli eroi immigrati - spesso clandestini - che non hanno esitato a mettere a repentaglio la propria vita - talora perdendola - per salvare quella di Italiani, sena fare distinzioni. E' il caso del giovane cittadino tunisino Othman Naser Ben Abd Aziz, alias Masser Jahdoo, incensurato ma sprovvisto del permesso di soggiorno, che il 2 luglio 2006 ha salvato tre bagnanti che stavano per annegare nei pressi della scogliera di Casalbordino, a pochi chilometri da Chieti. Oppure della babysitter dell'Honduras Iris Palacios Cruz, morta il 25 agosto nelle acque dell'Argentario per portare in salvo la bambina affidata alle sue cure. O ancora di Cheik Sarr, il ragazzo senegalese che due anni fa mori' affogato per salvare uno sconosciuto bagnante a Castagneto Carducci.

Quegli immigrati, anche clandestini, cosi' come i tanti regolari laboriosi il cui impegno quotidiano non compare sui giornali, dimostrano che i pregiudizi e le generalizzazioni sugli extracomunitari - anche di cultura araba e islamica - sono tanto spesso infondati e che ci sono gli onesti e i disonesti cosi' come avviene fra di noi.

* presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus

Speciale immigrazione

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