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NEW del 28 gennaio
2006
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Immigrati
: rimpatri forzati e infortuni sul lavoro Pochi giorni fa 53 immigrati, in gran parte rumeni, sono stati rimpatriati forzatamente nel loro paese a seguito di un'inchiesta sul lavoro nero nei cantieri della zona Bufalotta, a Roma. In via Casal Boccone era accaduta una disgrazia mortale sul lavoro. Due lavoratori stranieri ricoverati in ospedale "hanno parlato". I caporali sono riusciti però a sfuggire alla maglia investigativa e, al momento, gli unici a pagare sono stati proprio loro: operai stranieri che alle 5 del mattino si fanno trovare ai cancelli degli smorzi in cerca di una giornata di 10 ore a 30/ 40 euro con il terribile gioco quotidiano della "roulette russa": a chi toccherà oggi cadere dall'impalcatura? A chi farsi male con il muletto o essere colpito accidentalmente da una lastra di marmo? Lavorano sodo abitando in un gelido furgone o in una baracca e non si possono permettere il "lusso" di morire o infortunarsi sul lavoro, pena l'espulsione di tutti. Non sarebbe giusto che a pagare siano invece i costruttori, le aziende, i caporali? Non sarebbe giusto confiscare gli immobili costruiti con l'illegalità, l'evasione fiscale e contributiva e organizzare con questi beni un fondo di solidarietà per l'accoglienza civile a tutti quegli stranieri che, abitando sulle sponde dei fiumi o nelle pinete, hanno costruito milioni di nuovi metri cubi di cemento a Roma, con il loro sudore, donando la loro salute e, spesso, la loro vita in cambio di pochi euro? ___________ NB:
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