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NEW del 15 gennaio
2005
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Salerno
: una nuova piccola Tangentopoli ? Arrestate De Luca & De Biase - I Salernitani non hanno neanche il tempo di trascorrere il natale che il 27 si svegliano con un'altra notizia bomba. Ad essere indagati stavolta sono l'on. Vincenzo De Luca e il sindaco Mario de Biase nell' ambito di una inchiesta riguardante la cessione dei suoli dell' area ex ideal standard destinati in un primo momento alla costruzione di un grande parco acquatico, il Seapark. Un progetto di cui non si fece più niente. La Procura li avverte alla vigilia di Natale che prorogherà l'indagini sulla variante urbanistica dell'ex Ideal Standard, una maxi lottizzazione di terreni finita poi nelle mire della Energy Plus per la costruzione della nuova contestatissima centrale termoelettrica. Quarantacinque indagati in tutto per associazione a delinquere, falso, abuso di ufficio. Oltre a questo, stavolta c'è anche la concussione. Cioè un fitto giro di danaro al vaglio degli investigatori che riguarda pubblici funzionari. La procura della Repubblica di Salerno aveva chiesto l'arresto ai domiciliari per Vincenzo De Luca, ex sindaco e parlamentare diessino e per Mario De Biase, attuale sindaco. Il gip del tribunale di Salerno, Gaetano Sgroia, pur dichiarando l'esistenza di "gravi indizi di colpevolezza" e di fronte alla perdurante condotta criminosa, ha respinto le richieste di custodia cautelare per De Luca, De Biase e per gli altri quarantatrè indagati. Ma la Procura non si ferma e annuncia appello al tribunale del Riesame. De Luca e De Biase sono ritenuti dall' accusa vertici politici e promotori amministrativi dell'affare ex Ideal Standard. Nella vicenda sono coinvolti anche l'ex assessore Franco Mari (...) L'ordinanza del gip, firmata il 21 dicembre scorso, è ora al vaglio del procuratore capo della Repubblica, Luigi Apicella e del pm titolare dell'indagine Gabriella Nuzzi. La prossima mossa della procura è il ricorso in appello al tribunale del Riesame. La conferma arriva dal procuratore capo Apicella: "Stiamo valutando attentamente l'ordinanza del gip". E di fronte all'osservazione di una presunta contraddizione del gip, tra il riconoscimento dei gravi indizi di colpevolezza e il rigetto delle richieste di custodia cautelare, il procuratore capo si ferma al prammatico: "No comment". La Procura non demorde, ha dieci giorni di tempo. Vuole gli arresti. Il reato più grave è quello della concussione, per De Luca e De Biase, gli ex assessori Mucio, Mari e Ricciardi, tutti pubblici ufficiali. Secondo l'indagine, il parlamentare diessino e il sindaco non hanno materialmente percepito alcuna forma di danaro ma solo tentato di ottenere un "indiretto profitto" dalla Energy Plus chiedendo opere pubbliche in cambio dell'attuazione del progetto centrale, sia coltivando al prospettiva di segnalare alla Energy Plus ditte amiche per i futuri lavori della Centrale. Ma il contesto dell'inchiesta offre anche diverse intercettazioni nelle quali compare indirettamente, il nome del parlamentare diessino. In queste intercettazioni si parla dei passaggi tecnico-amministrativi per poter arrivare all'obiettivo Centrale ma anche lo scambio di informazioni tra funzionari comunali indagati e funzionari ministeriali. In diverse intercettazioni telefoniche si registra l'esistenza di alcuni corrieri delle mazzette. Ci sono due personaggi, Luigi e Raimondo Mellone, collaboratori della società ConsultFin di Modena e Seapark, incaricati, con contratti di consulenza, "di mantenere i rapporti con i privati e la pubblica amministrazione nell'area di Salerno". Il ruolo che avrebbero avuto i due Mellone, nati a Napoli e residenti a Castelvolturno (PinetaMare) è ancora al vaglio degli investigatori. Così come particolare attenzione gli inquirenti riservano a società estere impegnate nell'esercizio dell'attività di credito e di intermediazione mobiliare, come la Br di Aurora Bolici indagata insieme al marito Roberto Caltagirone. La Br si trova a Barcellona, cosi' come in Svizzera si trova un'altra società di intermediazione mobiliare: la Credit du Lac con sede a Lugano che attraverso la Sofit di Milano doveva reperire soggetti economici pronti a investire nel Seapark. Un progetto fallito quello del parco acquatico ma con i suoli ex ideal standard passati di mano diverse volte, suoli che hanno fatto la fortuna di diversi immobiliaristi e sui quali si è scatenata nel corso di questi anni una feroce speculazione. L'on De Luca ha reagito alla notizia da par suo "Con l'apparato gastrico ancora impegnato in una vigorosa elaborazione sulla filosofia di Santo Stefano, mi ritrovo riverito da giornali nazionali per figure di reato inventate, in sodale compagnia con altre decine di cristiani, fra cui operai ex Ideal Standard e sindacalisti. Rifarei tutto fino all' ultima virgola". De Luca ha anche rilanciato sulla questione morale "Il tema c'è, resta in piedi e lo terrò alto come ho fatto fino ad oggi rendendomi disponibile a discuterne apertamente con chiunque e dovunque. Le iniziative giudiziarie non possono influire nè modificare l'agenda del dibattito politico" e al giornalista che gli chiedeva se si sentisse sotto assedio ha risposto: "Non sono bersaglio di nessuna aggressione anche perchè, me lo faccia dire con una battuta, per assediarmi dovrebbero mobilitare un esercito... sono preveggente. Percepivo che l'affannarsi di tanti politicanti virtuali con la loro valanga di lettere ed esposti alla procura avrebbero potuto creare schiuma. Ho voluto preavvertire il popolo che molto meglio di tutti sa che di schiuma si tratta". Le minacce a Fausto Martino Per De Luca e De Biase c'è anche l'insolita accusa ex art.338 del codice penale "minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario". Secondo il Pm Gabriella Nuzzi i due avrebbero costretto alle dimissioni con una minaccia l'ex assessore all' urbanistica Fausto Martino. Martino si dimise l'11 dicembre del 2003 dopo mesi di polemiche sulle varianti al piano regolatore. Il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato una lettera di dimissioni inedita dell' ex assessore, una lettera protocollata al Comune di Salerno e che per il suo contenuto si era convenuto di mantenere riservata. Martino scrive a De Biase: "Come sai la mia eliminazione è stata decisa altrove…l'essermi attivato per evitare le note edificazioni sul Masso della Signora è stata giudicata un'inammissibile disobbedienza… .comprendo bene che era difficile liberarsi di me. Per troppi anni ho svolto un ruolo di garanzia e prima di mandarmi via occorreva screditarmi. Non si voleva cioè che le mie dimissioni suonassero come la presa di distanza da una politica dell' amministrazione non più e per vari motivi, condivisibile…. è ora di smetterla.per 10 anni credo di aver svolto bene, forse troppo, il ruolo assegnatomi. Ora sono stanco, me ne vado. La coerenza ha un prezzo ed io , come sai, sono disposto a pagarlo tutto." Una Talpa in procura La tangentopoli salernitana dunque si tinge di giallo. Come nella migliore tradizione a Salerno non si fanno mancare neanche la talpa. Nei giorni caldi dell' inchiesta, il computer del procuratore capo Luigi Apicella sarebbe stato più volte violato per acquisire informazioni riservate sull' inchiesta sui suoli ex ideal standard. Il ministro Castelli ha chiesto al Csm l'avvio di un procedimento disciplinare, per incompatibilità ambientale, nei confronti del procuratore aggiunto Michelangelo Russo. Il ministro ha avanzato la richiesta a seguito della denuncia di due pm salernitani. In particolare, quella del pm Nuzzi, titolare delle inchieste sulle varianti urbanistiche. Il procuratore aggiunto Russo, secondo l'accusa del ministro, avrebbe tentato di interferire nella gestione dell'inchiesta sui 480 alloggi di via Picarielli, a seguito della querela del sindaco De Biase ad un consigliere di Forza Italia che denunciava lo scandalo. Il pm Russo, nel processo per la querela, ordinò una perizia sulla variante per gli alloggi, nel tentativo - secondo l'accusa - di gestire anche la fase successiva di una indagine su reati della pubblica amministrazione affidati invece alla pm Nuzzi. Al Csm sono state svolte già le prime audizioni di quattro magistrati salernitani, tra cui il pm antimafia Filippo Spiezia e il pm Gabriella Nuzzi. Il Pm Michelangelo Russo si difende. "Sono sereno, mi difenderò con le mie carte e il mio lavoro". Il senatore della Margherita Roberto Manzione, componente della commissione antimafia lancia accuse pesantissime: " Finalmente a Salerno è saltato il tappo che bloccava l'azione della magistratura, il comportamento di due magistrati ha del tutto bloccato in questi anni l'azione della magistratura". Quando gli si chiede chi siano questi magistrati, Manzione risponde "Preferirei lasciarlo alla libera interpretazione, uno di questi è ancora in servizio a Salerno l'altro non più. Per interessi specifici di natura politica, fermavano tutto quello che riguardava una certa parte politica, quella che governa la città e gran parte della provincia e che rappresenta un vero e proprio sistema di potere. Troppe inchieste nel corso di questi anni sono rimaste a dormire nei cassetti". Russo dal canto suo annuncia querele. Intanto, mentre andiamo in stampa, la giunta De Biase perde un altro pezzo. Si è dimesso Nino Savastano, fedelissimo di De Luca, assessore allo sport e ai servizi sociali del Comune di Salerno, consigliere provinciale. Nel maggio scorso, in occasione del processo al clan D'Agostino per l'attentato all' ex assessore Rosa Egidio Masullo, fu indicato da due pentiti come il referente del clan di via Petrosino all' interno del Comune di Salerno. Savastano ha sempre respinto ogni addebito e nella lettera di dimissioni scrive di fare un passo indietro anche per "un rasserenamento del clima generale". Salerno è nella bufera, la città si interroga, le inchieste vanno avanti a ritmo serrato. I tempi della "Salerno da bere", potente e impunita sembrano lontani anni luce. * questo articolo, pubblicato su La Voce della Campania, e' riprodotto . per gentile concessione dell'autore. ___________ NB:
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Le prime 'puntate' di questa inchiesta': La nuova questione morale e le vecchie questioni penali Festival di processi, immondizie, olio e nocciole
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