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NEW del 19 ottobre
2005
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Salerno
: una nuova piccola Tangentopoli ? La nuova tangentopoli preconizzata ad Ottobre dall'on. De Luca è scoppiata davvero. Il diavolo, come è noto, fa le pentole ma non i coperchi e l'ex sindaco che si augurava l'abbattersi di un ciclone sull'odiata Napoli, si è trovato la tempesta in casa. Il mese di Dicembre sarà ricordato come il mese più nero dell'era De Luca. Dicembre nero Si inizia con l'avviso di garanzia al sindaco De Biase per la vicenda dei 480 alloggi di via Picarielli a Pastena per la cui costruzione sarebbero state fatte correzioni ad hoc al piano regolatore, correzioni che secondo l'accusa servivano a favorire una serie di imprenditori amici, molti dei quali iscritti alla associazione sudeuropa di Vincenzo De Luca. Secondo la Procura l'associazione Sudeuropa è la "significativa" sede dei legami tra chi propone e dispone le varianti al piano e i costruttori che ne beneficiano, a partire da Pietro Postiglione. Due conti correnti bancari dell'associazione sono stati sequestrati dai carabinieri: uno, ormai chiuso, ma con quindicimila euro di attivo; l'altro appena aperto con la modica cifra di tremila euro. Il sequestro dei conti correnti bancari, con i movimenti a partire dal primo dicembre 2001 servirebbe a ricostruire - secondo la Procura - i passaggi di danaro all' interno dell'associazione di De Luca. Nello studio di Postiglione è stato sequestrato dai carabinieri un floppy disk con documenti e conti di Sudeuropa. Il costruttore, secondo l'associazione, non riveste neppure la qualifica di socio. Mistero. Insieme a De Biase finiscono sotto accusa imprenditori del settore edilizio, tecnici comunali ed ex amministratori. L'on.De Luca dalla tribuna personale di Lira tv ironizza sui suoi fedelissimi "…gli amministratori sono un po' pollastri pensavano di fare una variante senza nemmeno un avviso di garanzia." Il sindaco De Biase invece si mostra più serio, preoccupato che l'azione della magistratura possa bloccare lo sviluppo alla vigilia dell'adozione di importanti provvedimenti per il futuro città. Alla conferenza stampa indetta in Comune subito dopo la notifica degli avvisi di garanzia, dietro la figura minuta di Mario De Biase, spicca il corpaccione del consigliere comunale Vincenzo Bove. Movida & Camorra s.p.a. Lo stesso Bove che sarà arrestato all' alba del 21 Dicembre. Per Bove le accuse sono pesantissime: associazione mafiosa, usura, ricettazione e riciclaggio. L'arresto di Bove suscita stupore ipocrita tra gli esponenti dell'amministrazione, stupore che serve a lenire la cattiva coscienza di chi sapeva e in questi anni ha fatto finta di non vedere. La gente comune è indignata, molti se lo aspettavano, in tanti provano come un senso di liberazione. Nei giorni seguenti all'arresto il sito di salernonotizie, legato all'emittente lira tv, viene letteralmente sommerso di commenti che salutano favorevolmente l'azione della Procura salernitana. Il personaggio infatti è "chiacchierato" da tempo. Almeno dal 2001, anno della elezione di Bove al consiglio comunale di Salerno. Sono di quell' anno le indagini condotte dalla squadra mobile di Salerno nell' ambito dell' operazione "City". Secondo le risultanze investigative, Bove avrebbe comprato i voti per la sua elezione pagando esponenti della camorra salernitana. E' Adamo Pisapia, pentito eccellente del clan D'Agostino, a spiegarlo al Pm antimafia Erminio Rinaldi: "…signor giudice, vedete che abbiamo aiutato Enzo Bove a salire al comune nelle elezioni del 2001.E abbiamo dato una mano anche ad altri . Ci hanno dato soldi in cambio di voti, ci hanno promesso posti di lavoro e qualcuno lo abbiamo anche avuto. Un posto è stato dato alla parente di un boss, in una società del Comune". Le dichiarazioni di Pisapia vengono confermate,sempre nel 2001, da un altro esponente del clan D'agostino, Ciro Ferrara, che interrogato sul punto dichiara "…a me personalmente Enzo Bove ha dato 5 milioni per procurargli voti ai mercati rionali di Torrione e allo stadio Vestuti. Lo stesso Bove ci promise posti di lavoro…Antonio D'Agostino controllava anche l'affissione dei manifesti di Bove nel centro storico". I Ds salernitani, impegnati come sono a imbastire grandiosi processi di unificazione della sinistra riformista con l'ex ministro Conte, rinviato a giudizio per 416 bis, non si curano del chiacchiericcio. Bove porta voti e a caval donato non si guarda in bocca. Dopo le elezioni, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario De Biase affida a Bove l'incarico di delegato alla movida, una sorta di mini-assessorato che si occupa di tutte le vicende legate al by night salernitano e all' organizzazione di eventi. Gli affidano l'incarico nonostante l'evidente conflitto di interessi. Bove ha i suoi principali interessi nella movida stessa, essendo il proprietario dello O89, bar simbolo della nouvelle vaugue salernitana. Nel giro di pochi anni Bove diventa il re Mida della movida, apre due ristoranti, una rosticceria take away e da ultimo un outlet aperto anche di notte. Le "chiacchiere" continuano, "sono invidiosi perché ho successo" si schernisce il consigliere delegato. Le chiacchiere non provengono dal marciapiede ma dalle caserme di polizia dove vengono interrogati gli esponenti del clan D'agostino-Panella. Nel 2004, Adamo Pisapia, spiega candidamente di essere socio di Bove in un'attività di noleggio di videopoker, l'associazione Libero Grassi denuncia pubblicamente la pericolosa infiltrazione della malavita nei locali della movida e la preoccupante escalation dell' usura che sta strozzando lentamente il commercio nel centro storico della città. Bove polemizza con l'associazione antiracket, utilizzando il tabellone luminoso dello 089, dove fa passare per un giorno intero la scritta "io non riciclo soldi sporchi". Nell'ordinanza che ha portato al suo arresto invece i magistrati della Procura salernitana hanno scritto altre cose. Secondo le risultanze dell'inchiesta coordinata dal procuratore capo della dda Luigi Apicella e dal sostituto Maurizio Cardea, Bove era inserito in una vasta organizzazione criminale di stampo camorristico dedita all' usura e alle estorsioni. Una associazione a delinquere che reinvestiva e lavava i grassi guadagni delle sue attività nei locali della movida salernitana, sbaragliando la concorrenza. Gli investigatori stimano il giro d'affari dell' organizzazione in 10 milioni di euro. Nell'ultimo periodo il gruppo si era esteso anche fuori regione acquisendo due bar nella capitale tra cui la famosissima caffetteria S.Eustachio a due passi da piazza Navona. Insieme a Bove, il 21 Dicembre sono state arrestate altre 10 persone, tra queste anche Pietro Selvino, boss del clan Tempesta, un clan tradizionalmente dedito all'usura e molto ben inserito nella galassia criminale della "nuova famiglia". L'organizzazione, che presta i soldi ad un tasso del 15% si occupa anche del recupero crediti, picchiando selvaggiamente chi si rifiuta di pagare e minacciando di morte le proprie vittime e i loro figli. Nell'ambito dell' organizzazione Bove (secondo i risultati delle indagini, ndr) si interessa delle problematiche connesse alle necessarie autorizzazioni e licenze ed in generale di tutti gli adempimenti di carattere amministrativo necessari all'apertura dei locali in qualità di consigliere comunale con delega alla "movida". Bove è un efficientissimo "problem solver", uno molto ben ammanigliato. Sono gli stessi componenti dell' organizzazione a descrivere il ruolo di Vincenzo Bove. In una intercettazione ambientale effettuata all' interno del ristorante "i Butteri" uno degli arrestati, Domenico Zeno spiega: "noi siamo un gruppo di quattro persone, affiatati, poi ci sta Enzo Bove, che ci serve…non serve neanche al cazzo, è un' ottima persona, senza Enzo Bove non avremmo mai aperto qua, allora senza Enzo Bove non potevi aprire alla Bufalina". Il ristorante "i Butteri" rappresenta il simbolo dell' arroganza del potere che Bove ha esercitato in tutti questi anni. Si affaccia sulla centralissima piazza Amendola, tra il palazzo comunale e la sede della questura. Nel 2004 l'amministrazione comunale, per carità di patria non per favorire Bove che è l'unico esercizio commerciale della piazza, fanno sapere dal Comune, ma per far posto a 10 motorini, allarga il marciapiede e riduce di 18 posti auto il parcheggio. Siamo in giugno alla vigilia delle elezioni provinciali, fa caldo e grazie all'allargamento del marciapiede, per una fortunata coincidenza il ristorante del delegato alla movida può mettere i tavoli all'aperto. L'opposizione e gli altri esercenti protestano vivacemente e Bove è costretto a cedere la delega alla movida. Il giorno delle dimissioni di Bove molti esponenti dei Ds, con in testa il segretario provinciale dei Ds Alfredo d'Attore esprimono solidarietà " Non vorremmo che la vicenda offuscasse il suo prezioso e assiduo lavoro in Comune". E' lo stesso Bove, intercettato mentre parla con Domenico Zeno l'8 giugno 2004 a raccontarci la tormentata vicenda relativa all' autorizzazione perl'occupazione di suolo pubblico in piazza Amendola. "Stamattina mi aveva chiamato il sindaco che teneva problemi per i posti, per l'occupazione di suolo pubblico là. Addirittura alcuni si erano rivolti al Prefetto e in previsione il prefetto aveva chiamato per capire, eccetera e quindi ora sono stato due, tre ore con lui (col sindaco), gli ho fatto vedere, gli ho fatto spiegare ecc. ecc…. abbiamo risolto tutte cose. Ora oggi pomeriggio gli devo mettere per iscritto tutta la relazione di quello che voglio fare di quello che non voglio fare eccetera e ci da l'autorizzazione… ora sono uscito dalla stanza del sindaco. Siamo rimasti, siamo usciti a compare e compariello..domenica sera prima che comincia lo spoglio ci dobbiamo mangiare la fetta di carne ai Butteri". Zeno bada alla sostanza " Viciè serve il permesso fa caldo. Noi ci dobbiamo mettere fuori ora sennò il ristorante lo chiudiamo. Sto permesso questo ce lo ha dato, lo dobbiamo far fare sto gazebo o no?" Passa qualche ora e Bove richiama Zeno." Ho il timbro, il visto si approvi per i tavoli fuori." Dopo l'arresto i ds salernitani si sono affrettati a scaricare il loro consigliere delegato, uno dei primi è stato l'on. De Luca che dalla sua tribuna settimanale sull' emittente Lira tv ha condannato con fermezza la vicenda "quando si scende su questo piano nessuna solidarietà è possibile" invitando tutti a tenere alta la guardia sul tema della legalità. Fortunatamente in quell' occasione, Lira tv non ha mostrato le immagini della festa di S. Matteo, patrono dei salernitani, immagini che ritraevano l'on. De Luca mentre sfilava a braccetto con Vincenzo Bove in processione dietro la statua del santo. Il segretario provinciale Alfredo d'Attorre, deluchiano di stretta osservanza, si dice stupefatto dalla vicenda che ha coinvolto Vincenzo Bove e in qualche modo tradito: " Certo su Bove c'erano sempre state delle voci, con lui avevamo parlato e gli avevamo chiesto di queste voci ma lui ci aveva sempre rassicurati." Come chiedere all' oste se il vino è buono. E ancora "…per questo ogni sua azione era sotto la lente di ingrandimento. Visto che non accadeva nulla, noi eravamo tranquilli. Anche solo immaginare che qualcuno abbia chiuso un occhio sulle attività di Bove rappresenta un fallimento totale, personale e politico." Per l'appunto. Non contento, il segretario si spinge anche oltre, annunciando un giro di vite sulle iscrizioni al partito e sulla selezione dei candidati. "Rispetto alla vicenda Bove dobbiamo avere uno scatto d'attenzione". Non male davvero per il segretario della federazione che ha aperto insieme al suo mentore Vincenzo De Luca le porte del partito a Carmelo Conte, rinviato a giudizio per 416 bis, per chi tuttora tiene tra le fila del proprio partito il consigliere provinciale Giovanni Moscatiello rinviato a giudizio per 416 bis e corruzione e per chi ha messo la sua firma a qualche centinaio di tessere fornite da Bove. Bove, scaricato in quattro e quattr'otto, resta in carcere. I Ds lo hanno sospeso dal partito, per ogni evenienza (perché con la federazione di Salerno non si sa mai) ha scritto lui stesso una lettera di dimissioni con la quale si è dimesso dal partito e dal consiglio comunale. Dal carcere fa sapere, attraverso il suo legale Michele Tedesco, di essere tranquillo. Intanto si rifiuta di rispondere ai magistrati, ma quanto potrà resistere? ___________ NB:
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Le prime 'puntate' di questa inchiesta': La nuova questione morale e le vecchie questioni penali Festival di processi, immondizie, olio e nocciole
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