NEW del 06 settembre 2006

 
 
       
 

Ruanda abolirà pena morte ma arresta membro Corte ONU
di Carla Amato

Il governo del Ruanda ha reso noto che approvera' una legge per l'abolizione, nel dicembre 2006, della pena capitale. Lo scopo e' ottenere che gli Stati europei estradino i sospetti leader del genocidio avvenuto nel Paese nel 1994.

Da oltre dieci anni, infatti, il governo ruandese ha chiesto senza successo la restituzione dei sospetti che vivono all'estero, in Belgio, Paesi Bassi, Danimarca e Svizzera, Paesi che hanno rifiutato l'estradizione dei sospetti temendone l'esecuzione, ed hanno preferito processarli essi stessi. Soltanto gli Stati Uniti, che permettono la pena di morte, hanno esradato un sospetto di genocidio, Enos Kagaba, nel 2005, dopo ver stabilito che era entrato illegalmente nel Paese.

La decisione abilizionista e' stata ben accolta dai governi stranieri, dall'ONU e dalle organizzazioni non governative, ma lascia l'amaro in bocca a parte dell'opinione pubblica, ancora scossa dallo sterminio di 800.000 Tutsi e Hutu moderati ad opera degli Hutu, e dalle conseguenze che vedono tanti scomparsi, invalidi o contagiati dall'AIDS.

Il ministro della giustizia, Tharcisse Karugarama, ha ammesso sulla stampa che la maggior parte della popolazione non vorrebbe abolire la pena di morte, ma ha detto che l'abolizione e' ora necessaria per realizzare un senso di chiusura, in quanto diversamente il Paese non potra' portare davanti alla giustizia i mandanti del genocidio.

Il Tribunale criminale internazionale delle Nazioni Unite per il Ruanda sta esaminando 57 casi di sospetti detenuti in una prigione appositamente costruita in Tanzania. Tale Tribunale e' stato istituito dall'ONU, in nome del quale e con la cui immunita' opera, ma ha avuto di recente alcuni problemi con le autorita'.

L'Ufficiale di stato civile del tribunale, Adama Deng, ha infatti espresso ieri la sua preoccupazione per l'arresto di uno dei suoi avvocati da parte delle autorita' della Tanzania. Calixte Gakwaya, uno dei principali consulenti legali della difesa nel processo di Yusuf Munyakasi, e' stato preso nella custodia venerdì nella citta' di Arusha, sede del Tribunale.

Deng ha chiesto una spiegazione alle autorita' locali, sottolineando che il Tribunale non ha ricevuto alcuna informazione in anticipo di un'intenzione di arrestare Gakwaya, del cui benessere si sta occupando la Corte dal momento in cui e' venuta a conoscenza dell'arresto. I membri della sicurezza lo hanno visitato e parlato con lui parecchie volte ed il capo della sicurezza della Corte ha incontrato le sue controparti della polizia tanzaniana per discutere il caso.

Deng ha sottolineato che l'ONU e la Tanzania si sono accordate su determinate immunita' per gli avvocati che rappresentano gli accusati davanti al tribunale ed ha osservato che i membri del tribunle esercitano le loro funzioni indipendentemente dagli interessi delle parti o da pressioni esterne.

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Ruanda : religioso belga coinvolto in processo genocidio