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NEW del 06 settembre
2006
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Uganda
: ribelli chiedono revoca mandati arresto Corte criminale Joseph Kony chiede la revoca del mandato d'arresto da parte della Corte Criminale Internazionale come condizione per sottoscrivere gli accordi di pace con il governo ugandese. Lo ha detto il suo vice, Joseph Otti ieri, aggiungendo critiche alla politica del governo dell'Uganda, parlando di nepotismo, corruzione e mancanza di democrazia. Il leader della famigerata Armata del Signore ha fatto sapere tramite il suo luogotenente che la revoca del mandato e' il primo punto all'ordine del giorno e questo annuncio mette in dubbio la riuscita dei colloqui di pace condotti a Juba con la mediazione del Sudan. I ribelli potrebbero chiedere anche denaro al governo in cambio della pace, per mettere in piedi iniziative private per il loro futuro. La Corte penale internazionale ha emesso il mandato per Kony, Otti ed altri tre luogoteneti dell'armata, Dominic Ongwen, Okhot Odhiambo e Raska Lukwiya, per crimini di guerra. Essi hanno stuprato, ucciso, tagliuzzato le loro vittime, rapito minori usati come bimbi soldato, servi o schiavi sessuali e seminato il terrore nei villaggi. Lukwiya e' stato ucciso poche settimane fa dall'esercito regolare ugandese, ma gli altri sono in fuga, ricercati dall'Uganda e dal sudan, il cui vicepresidente e leader del sud-Sudan ha dichiarato collaborazione nella ricerca dei criminali. Il cessate il fuoco firmato il 29 agosto dice pero' che tutti i ribelli, compresi i loro comandanti, devono tornare in zone specifiche (e quindi rietrare dall'estero, se vi sono fuggiti). Il ministro ugandese Ruhakana Rugunda, ha affermato che il governo vorrebbe convincere il procuratore capo della Corte Luis Moreno Ocampo a cancellare i mandati. Tuttavia alcune settimane fa un tentativo in tal senso era stato smentito, ed il magistrato aveva dichiarato pubblicamente che non c'erano in programma ipotesi del genere e che l'Uganda non aveva fatto una simile richiesta, condividendo la stessa preoccupazione della Corte per il rispetto dei diritti umani. Adesso e' chiaro che Rugunda sta insistendo perche' la Corte internazionale non ostacoli l'accordo di pace con il LRA, dichiarando che un processo di pace riuscito accoppiato con una pratica tradizionale di riconciliazione Acholi sarebbe abbastanza perche' la Corte receda. Il rituale di Matoput e' stato riconosciuto come meccanismo accettabile di risoluzione dei conflitti, preferito mentre evita il rischio di perdonare l'impunita'. Ma gia' il 29 luglio 2004, il procuratore del Tribunale internazionale aveva determinato che ci fosse una base ragionevole per aprire una inchiesta sulla situazione dell'Uganda del Nord, con il giudice Tuiloma Neroni Slade (Samoa) come presidente e la Corte ha stabilito un ufficio in Kampala. ___________ NB:
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