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NEW del 09 luglio
2005
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G8
: Problemi globali e terrorismo internazionale La Comunità Internazionale ha condannato con forza gli attentati terroristici che ieri mattina durante l'ora di punta hanno colpito Londra, la capitale della Gran Bretagna provocando più di 50 vittime e 700 feriti, decine dei quali, in condizioni molto gravi, sono stati ricoverati negli ospedali. Da un primo comunicato in arabo pubblicato da un Sito internet islamico gli attentati sono stati vendicati da uno dei tanti gruppi di al-Qaeda, ormai Al-Qaeda è diventato il franchising del terrore non solo in Iraq ma in tutto il mondo. In questo senso la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che è stata approvata all'unanimità subito dopo gli attentati di Londra, ritiene che qualsiasi iniziativa terroristica costituisca una minaccia alla pace e alla sicurezza nel mondo. Mentre avvenivano le esplosioni a Londra, a Gleneagles, in Scozia, era in corso il summit del G8 e la conferenza di dialogo fra il G8 e i leader di 5 Paesi in via di sviluppo. E' la prima volta che il summit del G8 assegna alla lotta alla povertà una posizione così importante nella discussione. Nel trend della globalizzazione economica degli ultimi anni, i Paesi poveri in via di sviluppo, in particolare gli Stati Africani, vengono sempre più isolati. Per fortuna alcuni Paesi sviluppati si sono resi conto che esiste un divergenza sconvolgente fra paesi ricchi e poveri, sopratutto per la qualità della vita della popolazione, il che provocherà danni incalcolabili alla stabilità e allo sviluppo economico mondiale. Don McKinnon - il Segretario generale del Commonwealth, che raggruppa 53 nazioni, compresa la Gran Bretagna, un tempo appartenenti all'Impero britannico - in un'intervista IPS ha detto "Vogliamo che il G8 riconosca che c'è bisogno di una vera e propria svolta negli scambi, nella riduzione del debito e negli stessi aiuti". "Il punto non è alternarsi uno contro l'altro, ma assicurare che i Paesi in via di sviluppo del mondo sentano davvero che può succedere qualcosa di buono", ha proseguito McKinnon, ed ha aggiunto "che è necessario creare maggiori opportunità economiche, e il modo per farlo è principalmente attraverso il buon esito dei negoziati di Doha sullo sviluppo". "Se gli effetti del round di Doha (dell'Organizzazione mondiale del commercio, OMC) non andranno a beneficio dei Paesi in via di sviluppo - ha concluso - possiamo dire addio alle opportunità economiche".
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