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NEW del 04 luglio
2005
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Gran
Bretagna : cittadini si ribellano alle carte d'identita' biometriche Malgrado il rischio di finire in prigione, centinaia di migliaia di persone in Gran Bretagna stanno preparandosi ad una ribellione contro le nuove carte di identita'. La protesta corre sul web, dove viene spiegato che i contestatori del progetto non hanno votato per l'attuale governo, per cui non accettano questa sua decisione e sono pronti, anche ove ex manifestanti pacifici, ad opporsi duramente a quella che considerano un'imposizione. Secondo il Ministero degli Interni circa il 17% degli adulti - fino a quattro milione di persone - si oppongono alle schede, ma un recente sondaggio ha verificato che per il 43% dei cittadini le nuove carte d'identita' sono un'idea sbagliata. Che si sappia, comunque, ad oggi sono 7.000 le persone impegnate concretamente nell'opposizione al progetto. I sostenitori della novita' ritengono che la rete di gruppi anti-scheda, che variano dagli hacker agli anarchici, progetti una serie di assalti nei prossimi mesi per provare a contrastare il progetto. Si starebbe inoltre raccogliendo un fondo di 1 milione di sterline per fronteggiare le spese legali conseguenti ai processi che si apriranno quando le carte identificative diverranno obbligatorie, probabilmente nel 2010. Molte delle tattiche usate dai contestatori sono state prese in prestito dall'Australia, in cui nel 1987 il governo ha scartato i programmi di carte identificative dopo che la rete delle organizzazioni del NO si era opposta. In Gran Bretagna l'idea che la distribuzione iniziale sia su base volontaria ai cittadini che ne facciano richiesta - mentre per gli stranieri sarebbe obbligatoria dal 2008 - e' stata presentata dagli oppositori come una prova che il governo riconosce le resistenze di molti britannici. L'ufficio passaporti, che in autunno varera' i nuovi documenti biometrici con foto, impronte digitali e iridi degli interessati, sara' un obiettivo dei contestatori. Inizialmente soltanto coloro che devono rinnovare il passaporto saranno tenuti al prelievo dei dati, ma gli avversari dei documenti identificativi stanno preparandosi a lanciare un'offensiva coordinata all'ufficio passaporti quest'estate. Secondo alcuni giornali britannici, l'idea dei sabotatori e' quella di chiedere in massa il rinnovo del passaporto, quando in realta' quelli attuali non biometrici sono stati rilasciati per una durata di 10 anni. L'aumento vertiginoso delle richieste porterebbe ad un collasso dell'ufficio, che ha gia' sofferto ritardi a causa di problemi con il sistema informatico. L'altro aspetto dell'azione di disturbo sarebbe quello di creare un caso legale sull'imposizione delle impronte digitali sui passaporti. Gli oppositori stanno diffondendo inviti a rifiutarsi di rilasciare le impronte o la foto dell'iride e a dire che ci si e' convertiti all'islamismo e quindi non si vuol togliere il burqa. Mentre punire singoli casi sarebbe fattibile, un rifiuto di massa ad adempiere alle procedure potrebbe essere imbarazzante per il governo. Dall'altro lato sarebbe complicato non adempiere agli accordi antiterrorismo europei che stabiliscono il varo di passaporti biometrici, mentre comunque gli Stati Uniti rifiuterebbero l'ingresso ai cittadini europei sprovvisti di passaporto biometrico, soprattutto se non di pelle bianca, come lo sono diversi milioni di cittadini britannici.
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