NEW del 21 giugno 2005

 
     

Immigrati : Calabria , sgominata organizzazione tratta schiavi
di Mauro Giannini

Vasta operazione della polizia in Calabria per bloccare un'organizzazione criminale dedita al traffico di persone - in particolare donne e bambini - dalla Bulgaria.

I 25 fermati a Catanzaro e Crotone sono accusati di aver ridotto in schiavitu' delle giovani bulgare cedute a scopo di sfruttamento sessuale e di aver venduto neonati. E' stata anche sventata la compravendita di una bimba per 10.000 euro.

Gli arrestati sono Bulgari e Italiani. L'inchiesta e' nata dall'osservazione degli autisti di mezzi appartenenti a diverse agenzie di viaggio bulgare. I viaggi sospetti si svolgevano settimanalmente attraverso Serbia, Croazia, Slovenia e Austria.

Gli 'schiavi' erano fatti entrare in Italia come clandestini. Alcuni di essi sono stati sequestrati e violentati. Nel corso delle indagini la polizia ha liberato persone fatte giungere in Calabria per l'impiego come pastori in condizioni disumane.

La tratta delle persone e' diventata nell'ultimo decennio un problema di dimensioni mondiali anche a causa della crescente poverta' nel sud del mondo e del fenomeno della pauperizzazione delle donne che le induce alla migrazione.

Dalle Nazioni Unite giunge un dato inquietante: sarebbero mezzo milione le donne ogni anno condotte in Europa ed avviate alla prostituzione, anche perche' la tratta delle donne produce piu' guadagni della somma di quelli ottenuti con il traffico della droga e delle armi. In Europa riguarda le giovani provenienti dai Paesi dell'est europeo.

Poche settimane fa a Belgrado il problema del traffico di persone e dei meccanismi per combatterlo e' stato nuovamente affrontato dalla speciale rappresentante dell'OSCE, Helga Konrad. L'organizzazione e' infatti appunto impegnata nella lotta a questo tipo di crimine soprattutto nei Paesi balcanici.

Le difficolta' in questo impegno sono molteplici. Per la prevenzione occorre infatti da un lato individuare i profili delle potenziali vittime e dall'altro delle leggi efficaci per bloccare questi traffici. Dal punto di vista giudiziario, invece, occorre un'adeguata protezione delle vittime che decidono di collaborare con la giustizia.

In parte cio' e' impossibile in Paesi, come l'Italia, dove allo status di clandestino corrisponde un procedimento di espulsione e dove le regole del giusto processo impongono che la vittima confermi in tribunale la testimonianza resa agli inquirenti in precedenza.

Se la vittima viene espulsa, non solo non puo' essere presente in tribunale in giudizio - determinando l'assoluzione dello sfruttatore in assenza di altre prove - ma quasi certamente sara' anche vittima di ritorsioni e minacce nel suo luogo d'origine.

Speciale diritti umani


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