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NEW del 12 giugno
2005
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Iraq:
Barzani eletto presidente del Kurdistan ma Iraq ancora diviso
Il parlamento del Kurdistan iracheno, riunito ad Erbil, ha eletto all'unanimita' dei suoi 111 membri Massud Barzani presidente della regione autonoma del nord del Paese. L'investitura del neopresidente, figlio del leggendario Mustafa Barzani, fondatore del nazionalismo curdo, e' stata stabilita per martedi' prossimo. Barzani ha ottenuto il voto sia dei 42 deputati del suo partito, il partito democratico del Kurdistan (PDK), sia di quelli dell'Unione patriottica del Kurdistan (UPK) del suo alleato, il presidente iracheno Jalal Talabani, sia delle altre formazioni politiche minori. Il presidente del parlamento curdo, Adnan al-Mufti, ha detto che questa elezione corona anni di lotte punteggiati da migliaia di martiri. Una volta rivali, le due maggiori formazioni politiche curde si sono alleate dopo la caduta di Saddam Hussein per difendere l'autonomia della regione in un Iraq federale. I Curdi iracheni hanno probabilmente per sempre rinunciato infatti all'indipendenza nel momento in cui e' stato eletto alla guida dell'Iraq il curdo Jalal Talabani. Quest'ultimo e' alle prese con la composizione del gruppo di delegati che dovra' scrivere la Costituzione del Paese, ed ha annunciato che nei giorni scorsi si e' discusso della possibilita' di assegnare ai Sunniti, che rischiano di essere emarginati dal processo politico, 20 o 25 seggi supplementari nel comitato costituzionale. Questo gruppo di 55-membri attualmente include appena due Arabi sunniti, ma molti Sciiti mostrano riluttanza a dare ai Sunniti piu' di 14 seggi. Gli sforzi iracheni per scrivere una nuova costituzione sono infatti indeboliti dalla mancanza di esperienza politica all'interno della Comunita' araba della minoranza sunnita, come ha dichiarato il portavoce del primo ministro oggi. Laith Kuba ha detto che il processo per elaborare la prima costituzione dell'Iraq post-Saddam sara' ostacolato se qualsiasi gruppo "sara' marginato." Non secondario in questa riflessione e' il problema delle violenze crescenti che hanno ucciso centinaia di persone dall'insediamento del nuovo parlamento eletto, il 28 aprile scorso.
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Saddam Hussein: da 500 capi d'accusa a 12
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