NEW del 10 giugno 2005

 
     

Falso in bilancio all'americana : ultimo atto con sorpresa
di Giulia Alliani

La data prevista per la sentenza che stabilira' la pena che dovra' scontare Bernard Ebbers, ex CEO della WorldCom, e' stata spostata di un mese: dal 13 giugno al 13 luglio.

Il 15 marzo scorso Ebbers era stato riconosciuto colpevole dei reati di cui era accusato, e cioe' di frode nello scandalo contabile da 11 miliardi di dollari che aveva coinvolto la Worldcom, di associazione a delinquere, e di falso in documenti indirizzati alle autorità di vigilanza. La difesa di Ebbers aveva chiesto il rinvio allo scopo di poter depositare ulteriori documenti utili a richiedere un nuovo processo.

Fra gli argomenti sollevati dagli avvocati anche la mancata concessione dell'immunita', da parte del giudice, a tre ex-dirigenti della societa' che si erano rifiutati di testimoniare al processo, ma che, a parere della difesa, avrebbero potuto contribuire a dimostrare l'innocenza di Ebbers.

Ingiustamente, secondo gli avvocati, il giudice aveva anche comunicato ai membri della giuria che avrebbero potuto ritenere l'imputato colpevole in base ad una sua "omissione consapevole", e tale dichiarazione avrebbe fornito ai giurati la possibilita' di condannare Ebbers perche' "non poteva non sapere" della frode.

Ebbers, che ha testimoniato al processo, ha sempre sostenuto che la frode era stata architettata dal direttore finanziario, Scott Sullivan, che lo aveva tenuto all'oscuro del fatto. Sullivan, che al processo ha ammesso la propria colpevolezza, ha testimoniato di avere ripetutamente avvertito Ebbers che l'unico modo in cui la Worldcom avrebbe potuto soddisfare le stime di Wall Street, era quello di falsificare i bilanci, e che Ebbers gli aveva dato ordine di "indovinare i numeri giusti".

E' di ieri la notizia che un avvocato di Ebbers e l'avvocato degli investitori, Sean Coffey, stanno discutendo una transazione grazie alla quale, con una cifra ancora da stabilire, verrebbero liquidate le richieste di risarcimento presentate dagli investitori e dai procuratori federali. L'accordo permette al governo di servirsi degli avvocati degli investitori per distribuire i fondi alle vittime della frode miiardaria.

Molte fanno parte della "classe" degli investitori rappresentata da Coffey, il quale ha gia' ottenuto circa 6 miliardi dalle banche, dai contabili, e dai direttori della Worldcom. Tuttavia si tratta sempre di briciole se rapportate alle enormi perdite subite dai danneggiati.

Intanto si e' dimesso William Donaldson, presidente della Securities and Exchange Commission (Sec), l'equivalente americano della Consob, che era stato nominato solo due anni fa da Bush, subito dopo i grandi scandali Enron e Worldcom. Donaldson aveva preso il posto del dimissionario Harvey Pitt e avrebbe dovuto rimanere in carica fino al 2007, cercando di riportare la fiducia nei mercati.

Sarebbero stati proprio la sua severita' e il suo desiderio di trasparenza che, secondo qualche commentatore, avrebbero scontentato alcuni ambienti politici e finanziari, suscitando critiche che potrebbero averlo portato alla decisione di dimettersi.

Al posto di Donaldson, Bush ha proposto la nomina del senatore repubblicano della California, Christopher Cox che, nel 2002, aveva sostenuto l'approvazione della legge Sarbanes-Oxley che punisce severamente il falso in bilancio, fissando inoltre, per le societa', regole di trasparenza e correttezza nei confronti degli azionisti.

Speciale Mani Pulite


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