NEW del 09 giugno 2005

 
     

Beslan : assalto a scuola , rivelazioni scottanti da terrorista imputato
di Mauro Giannini

Nuove rivelazioni giungono a sei mesi dall'attacco alla scuola di Beslan, in Ossezia del Nord, da parte di un commando. Esse sono in contraddizione con la versione ufficiale dei tragici avvenimenti che portarono alla morte di 361 persone, fra cui 171 bambini.

L'inchiesta condotta da una delegazione del parlamento russo non ha mai veramente chiarito l'accaduto, e gli abitanti di Beslan hanno cercato in questi mesi di far luce sugli aspetti oscuri e contraddittorii, manifestando e lanciando appelli, giungendo a bloccare le strade della cittadina caucasica per far emergere la verita' e reclamando le dimissioni del presidente osseto.

Alcune famiglie delle vittime hanno dichiarato alla stampa di ritenere il presidente russo Vladimir Putin responsabile dell'accaduto, mentre altre hanno detto di aver ricevuto rimproveri dagli inquirenti venuti da Mosca dopo che avevano raccontato di aver visto effettuare tiri contro la scuola dai carri delle forze di sicurezza appostate all'esterno.

Esauste per l'attesa di una parola chiara da parte delle autorita', alcune madri di piccole vittime di Beslan si sono rivolte all'unico testimone della vicenda, il sopravvissuto membro del commando di 32 terroristi, arrestato ed ora alla sbarra in Ossezia del nord con le accuse di terrorismo, omicidi e rapimento, Nurpacha Kulaev, 24 annni.

Durante il processo che si tiene dal 17 maggio a Vladikavkaz - la capitale osseta, che si trova a circa 20 chilometri da Beslan - le famiglie hanno chiesto all'imputato di dire la verita' in cambio della grazia. Il comitato delle madri ha spiegato che il punto piu' importante e' il pregiudizio morale, cio'e il fatto che Kulaev sia da solo sul banco degli imputati mentre tutti i responsabili non ci sono.

L'accusato, che si dichiara non colpevole, ha affermato durante le prime udienze del processo che sarebbe stato il colpo di un tiratore scelto russo, colpendo un terrorista imbottito di esplosivi, a dare inizio all'assalto delle forze russe nella scuola, mentre la versione ufficiale afferma che sia stato uno dei membri del commando a provocare l'esplosione, deliberatamente o per un incidente.

Kulaev ha anche raccontato che le forze russe avevano attaccato la scuola a colpi di granate e lanciafiamme, provocando il cedimento della struttura in fiamme sugli ostaggi. Ma la testimonianza piu grave sarebbe quella che racconta di un poliziotto in uniforme che sarebbe salito sul camion dei terroristi per aiutarli a passare i posti di controllo ed arrivare alla scuola.

Secondo l'imputato, il commando sarebbe stato disposto a lasciar andare centinaia di bambini se gli uomini politici individuati come interlocutori, fra cui il presidente uscente Alexandr Dzassokhov, avessero accettato di negoziare con i terroristi.

Ovviamente le dichiarazioni dell'imputato potrebbero essere strumentali, e finalizzate alla dimostrazione di una minore responsabilita' propria nella tragedia, oppure a creare un caso politico, ma diversi pareri di tecnici avevano rilevato stranezze nella dinamica degli avvenimenti. Piu' testimonianze avevano denunciato un comportamento quantomeno imprudente delle forze russe ed era stato rilevato che le armi erano presenti nella scuola dall'estate precedente.

Speciale diritti con dossier Beslan


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