NOTIZIARIO del 22 dicembre 2003

 
     

COMUNICAZIONI MEDICO/PAZIENTE. IN VIGORE IL NUOVO DL A TUTELA DEI PAZIENTI

Lo scorso 30 giugno il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, in concerto con il Garante della privacy ha emanato il decreto n.196 su alcuni aspetti che i medici dovrebbero adottare per la salvaguardia e la tutela della privacy dei loro pazienti. Il prossimo 1 gennaio il Dl entrera' in vigore.

Il decreto impone che i pazienti in attesa nella specifica sala dell'ambulatorio medico, non debbano essere chiamati piu' per nome, ma per numero. Negative le prese di posizione delle rappresentanze dei Medici di Famiglia. In una nota sostengono che sarebbe "leso" il rapporto medico/paziente. Preoccupazione che, a nostro avviso, cela la loro necessitÓ di mantenere lo status quo. I medici di famiglia hanno avuto a differenza di tutti gli altri loro colleghi universitari, privati e ospedalieri, un trattamento decisamente privilegiato: nella loro figura si e' creata una funzione che negli anni passati e' andata ben oltre la mansione della cura di base. Privilegiati e radicatissimi nel tessuto urbano, hanno fatto ben piu' che i semplici medici. Le esigenze di uno Stato che ha sempre inghiottito i cittadini nella pastoia burocratica, hanno fatto di questi medici i vettori della burocrazia sanitaria.

Si sono ridotti a prescrivere farmaci, che i rappresentanti/informatori delle aziende farmaceutiche portano sulla loro scrivania mese dopo mese. Questi privilegiati arrivano quindi al punto di non tollerare alcuna forma di modernizzazione, compresa quella del nostro decreto legislativo. Ma la comunicazione medico/paziente ha altre concause. Innanzitutto l'universita'. Mancano insegnamenti basilari, quale "scienza del Comportamento", al contrario degli Usa. Nelle migliori delle ipotesi c'e' una incapacita' del medico di "ascoltare" attentamente le problematiche del paziente, spesso fuori dalle logiche di una mera patologia.

Ciliegia sulla torta e' l'eccessivo tecnicismo metodologico medico, fatto quasi nella totalita' da esami di laboratorio e strumentali, senza lasciare spazio a fattori ben piu' importanti della stessa malattia. L'essere umano non e' una macchina! Nel momento in cui la nostra privacy e' sempre meno per esigenze di sicurezza, ben vengano normative che la valorizzano. Il decreto del ministro Sirchia, ha radici ben piu' profonde di quanto possa sembrare. E' tempo di una modernizzazione di un sistema sanitario troppo costoso e ancora male organizzato, con medici privilegiati e medici senza alcuna tutela. Inoltre la comunicazione medico/paziente inizia all'interno dello studio, e non certo nella sala d'attesa, luogo d'incontro collettivo pubblico, tale da giustificarne la lettera del decreto.

Quindi ben venga questo decreto: una garanzia in piu' a tutela degli utenti del servizio sanitario che hanno diritto ad avere un medico che sappia ascoltarli e non solo prescrivergli farmaci. Utenti che -e' bene ricordarlo- dal prossimo 1 gennaio possono segnalare alle autorita' (sanitarie e della privacy) tutte le inadempienze in materia.

dott. Giuseppe Parisi
medico e coordinatore
di Professione Naturopata

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