NOTIZIARIO del 12 novembre 2003

 
     

Facce di piombo
di Rita Guma

"Il presidente americano George Bush ha reso omaggio oggi al "sacrificio dei coraggiosi militari italiani" a Nassiriya "morti per libertà e per la pace". "

Cosi' recita un'agenzia, aggiungendo che "Il presidente americano, parlando durante una cerimonia alla Casa Bianca, ha espresso il suo "apprezzamento per questo sacrificio".

Domani Martino sara' sul luogo dell'attentato.

Facce di bronzo, o meglio, facce di piombo, quello diffuso dai "grandi Stati" a piene mani in tante occasioni, in questa guerra ed anche ieri sera, nell'attacco in cui i militari statunitensi hanno ucciso cinque civili iracheni, colpendo anche alcuni bambini.

Come non pensare ad un filo conduttore fra questi ultimi due eventi? E non solo perche' anche oggi sono stati colpiti e uccisi alcuni bambini, ma come possibile correlazione logica?

Non penso pero' vada addossata tutta la colpa di certi gesti (come quello di ieri) ai militi statunitensi, anche se fonti locali parlano per le truppe USA di "grilletto facile", perche' questi comportamenti possono essere stati indotti nei soldati americani da una sequenza di sistematici attacchi alle truppe USA (oltre - forse - dalla consapevolezza che non dovranno affrontare il Tribunale penale internazionale nel caso esagerassero).

Il problema sta a monte, in una guerra voluta a tutti i costi, in un'occupazione ingiusta e ingiustificata e recepita infatti come una violenza. E violenza chiama violenza.

Proprio ieri tutto il mondo, Stati Uniti compresi, ha festeggiato l'ottantacinquesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale, la fine di una violenza. Oggi tutto il mondo e' costretto ad inviare all'Italia le sue condoglianze per questa grave perdita.

Non credo - comunque - che le famiglie degli Italiani apprezzeranno le condoglianze che Bush ha loro inviato, ne' riterranno - come il presidente USA - che Berlusconi sia da apprezzare per la sua fermezza in questa occupazione e neppure saranno consolate dalla visita di Martino sui luoghi del "delitto".

Vorrei infine fare una riflessione su quei giovani andati a morire, visto che qualcuno ha mosso critiche sulla volontarieta' della loro missione.

Credo che le motivazioni che spingono questi giovani siano le piu' diverse, e quando non sono economiche derivano dalla convinzione di andare a presidiare e difendere grandi ideali, proprio la pace e la liberta' citate da Bush.

Giocati dai furbi giocatori del mondo, fino a perdere la vita.

by Bollettino Osservatorio

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